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Vespa velutina: il calabrone asiatico predatore dell’ape

Il calabrone asiatico, conosciuto anche come Vespa velutina, è uscito dalla “zona rossa” in cui era fino a poco tempo fa confinato, la provincia di Imperia. La minaccia per l’apicoltura è reale: la Vespa velutina è una vera e propria cacciatrice di api ed è in grado di distruggere e spopolare gli alveari, anche nella misura del 50%, come accaduto in Francia.

Le origini

Originaria del sud della Cina, dell’India e dell’arcipelago indocinese la Vespa velutina ha fatto la propria comparsa in Francia nel 2004. Da lì l’espansione nel 2012 in Liguria, regione che ha saputo arginare l’emergenza in maniera eccellente per anni, ma in questi ultimi mesi sono stati ritrovati esemplari di velutina in provincia di Rovigo, in Veneto, e in provincia di Lucca, in Toscana. Chiari segni di una diffusione piuttosto preoccupante.

L’aspetto

A un occhio inesperto la Vespa velutina può sembrare simile al calabrone “nostrano” (Vespa crabro). Tuttavia la velutina è più piccola – tra 19 e 29 mm –  e più scura. La parte superiore del capo è nera, così come il colore del torace e il primo tratto delle zampe. In generale la colorazione del calabrone tende maggiormente al bruno rossastro.

La diffusione

La Vespa velutina si diffonde e prolifera a ritmi molto sostenuti. Un nido può contenere fino a 5000 individui, dal quale l’anno successivo si possono sviluppare anche 20 o 30 nidi di vespe. Pare che in un anno queste vespe possano spostarsi attivamente anche di 100 chilometri, oltre alla diffusione cosiddetta passiva dovuta al trasporto involontario per mano dell’uomo.

Le conseguenze

La Vespa velutina si alimenta soprattutto di api, che va a cacciare proprio nelle vicinanze dell’alveare. Il danno al sistema dell’apicoltura e dell’impollinazione è dovuto non solo a questa attività predatoria vera e propria, ma anche al fatto che le api si sentono braccate. E in preda allo stress non lasciano più l’arnia.  Se la colonia azzera l’attività di volo, annulla anche l’importazione di nettare e polline e quindi la deposizione delle uova: l’intero alveare rischia il collasso, con la morte della famiglia o l’impossibilità di passare l’inverno. L’impollinazione e le attività degli apicoltori subiscono danni gravissimi.

Al di fuori del regno animale la Vespa velutina è ghiotta di frutta matura e può danneggiarla quando è ancora sull’albero. L’aggressività nei confronti dell’uomo è analoga a quella dei calabroni.

Come combattere la Vespa velutina

Gli interessati non sono stati a guardare. Ricercatori e apicoltori si sono uniti per fermare il calabrone asiatico. Il sito www.stopvelutina.it raccoglie una documentazione ampia su tutta la tematica: dalla mappatura delle zone coinvolte fino alla descrizione dei migliori metodi di lotta.

Gli step individuati sono tre:

segnalare: per fermare la diffusione della Vespa velutina è innanzitutto indispensabile sapere dove si trova. Apicoltori o singoli volontari possono effettuare le segnalazioni;

eliminare i nidi: mai con il fai-da-te, sempre rivolgendosi ai Vigili del Fuoco che saranno in grado di agire sia su nidi primari che su quelli secondari. Nel sito stopvelutina sono presenti i riferimenti di persone  che possono essere interpellate per un consulto;

posizionare delle trappole anti-vespa: facendo attenzione di predisporne di tipo attrattivo per le vespe, ma non per le api.

La necessità di finanziare progetti di ricerca è condivisa da tutti: ancora molte informazioni sono necessarie per una lotta efficace  contro questo insetto alieno.