La stagionalità e i prodotti di Settembre

Il primo buon motivo per consumare prodotti di stagione potrebbe essere quello che si colloca alla fine della spesa, quando alla cassa del supermercato dobbiamo pagare il conto. Mangiare frutta e verdura di stagione fa bene al portafogli, perché minori costi di conservazione e di trasporto abbassano il prezzo finale.

Gli altri buoni motivi possono essere legati al sapore di quella frutta che è maturata nel suo momento d’oro, e al fatto che certi tipi di prodotti sembrano intuire e rispecchiare il fabbisogno del nostro organismo in un determinato periodo dell’anno.

È arrivato Settembre, l’estate volge al termine e il paniere dei prodotti della terra che portiamo in tavola cambia. Possiamo ancora riempire il cesto della spesa con molti frutti tipici dei mesi più caldi, ma arrivano le novità che ci accompagneranno verso l’autunno: fra queste la prima è rappresentata dall’uva. Se ne conoscono circa 8000 varietà, considerando sia quella da tavola che quella destinata alla produzione di  vino, quella bianca e la nera; l’Italia produce poco più di un milione di tonnellate di uva da tavola, di cui il 60% proviene dalla Puglia, e oscilla tra il terzo e quarto posto nel ranking mondiale, dietro Cina, Turchia e Iran, tutti paesi extraeuropei.

Uva e mele soprattutto

L’uva è un’infruttescenza, cioè un raggruppamento di frutti, il grappolo, i cui acini sono zuccherini, energetici e succosi. È composta di acqua (70-85%), zuccheri (15-20%), poche proteine, pochissimi grassi a elevato contenuto in acido linoleico (un acido grasso essenziale), fibre e sali minerali. Ricca di antiossidanti è un alleato prezioso per la bellezza della nostra pelle e grazie al suo elevato contenuto delle cosiddette vitamine “amiche del sonno” come la vitamina B6, e delle vitamine A, C, PP, contribuisce a ottenere una sensazione di benessere generale e a combattere i radicali liberi.

Per quanto riguarda la famiglia delle Rosacee, dalla metà del mese, in Trentino, inizia il raccolto delle mele autunno-vernine nelle loro molteplici varietà, che verranno poi commercializzate da ottobre a giugno. Qui  la perfetta combinazione di clima ed esposizione al sole consente di ottenere un ottimo prodotto, punta di diamante della nostra agricoltura ed esportato in molti paesi d’Europa e anche negli Stati Uniti. In Italia le mele vengono coltivate in tutto il territorio, ma soprattutto nelle zone montane e pedemontane, tipicamente Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino-Alto-Adige appunto.

Sinonimo da sempre di salute e benessere, la mela è certamente il frutto più diffuso in Italia. Costituita per l’85% di acqua, è ricca di vitamine A, E, C, fibre, potassio, carboidrati e flavonoidi, noti per i loro effetti antinfiammatori e antiossidanti, ed è edibile in molteplici modi con uno scarso apporto di calorie. Alla fine dell’estate le varietà di mele che possiamo raccogliere sono soprattutto le Granny-Smith, le Renette, le Red Delicious, le Golden Delicious, le Rome Beauty, le Imperatore.

Tra la verdura, questo è il periodo di raccolta degli ultimi pomodori e dei primi cavolfiori, appartenenti alla famiglia delle crucifere che con l’autunno si popolerà di tutte le varietà di broccoli e cavoli.

Infine settembre è il periodo migliore per raccogliere i fagioli: ricchi di proteine, di vitamine (A,B,C ed E) e fibre, sono un vero toccasana per il nostro intestino, aiutano a prevenire le malattie cardiache, riducono il colesterolo e nei regimi dietetici dimagranti contribuiscono a mantenere il livello di sazietà.