new delhi zucchine

Il New Delhi Virus colpisce le zucchine

ToLCNDV è l’acronimo di Tomato Leaf Curl New Delhi Virus, un nuovo nemico per le coltivazioni di zucchine. Questo agente patogeno, già conosciuto  anche all’estero per la sua virulenza, è arrivato a colpire in Campania, Lazio e Sicilia. Ha provocato danni e perdite ingenti delle zucchine colpendo, in alcune aree, il 60% del raccolto.

New Delhi: storia e diffusione

Le prime manifestazioni del New Delhi si sono avute, come suggerisce il nome, in India ma pare che il virus sia giunto in Italia attraverso la Spagna. Sempre il nome completo ci dice anche che la malattia si è manifestata inizialmente sui pomodori. Tra le specie orticole colpite infatti ci sono le solanacee (peperoni, pomodori, patate e melanzane) e altre cucurbitacee (meloni e angurie).

La diffusione di un virus tra pianta e pianta è spesso causata da un insetto vettore. Non fa eccezione il New Delhi: l’infezione delle colture avviene per mezzo dell’azione della Bemisia tabaci nota anche come Mosca Bianca degli Orti. Si tratta di una specie di Aleurodidi che in Italia settentrionale si sviluppa principalmente in serra, ma al sud infesta anche le colture in pieno campo, come accade per questo tipo di coltivazioni.

Tomato Leaf Curl New Delhi Virus: i sintomi

I sintomi che si presentano sulle piante di zucchine sono vari e ben definiti.

– accartocciamento delle foglie verso il basso,

– ingiallimento delle foglie,

– arresto della crescita della pianta,

– morte della pianta stessa.

Alcuni sintomi sono simili a quelli del mosaico giallo, talvolta i frutti si presentano rugosi e con spaccature.

Prevenzione e lotta al New Delhi Virus

Cosa fare se una pianta viene colpita? L’estirpazione dell’intera pianta infetta e il suo contenimento in sacchi di plastica sigillati è fondamentale: questa azione infatti permette di confinare anche gli insetti portatori del virus.

La tempestività è importante anche nel segnalare l’insetto vettore: avvisare il più vicino servizio fitosanitario aiuta a monitorare la situazione e a indicare la velocità con cui il virus si propaga.

Per quanto riguarda la semina diretta, essa è sconsigliata: le piantine giovani sono infatti le più esposte all’infezione. Fondamentale, invece, l’impiego di materiale di propagazione certificato, acquistato presso vivai accreditati.