glossario insetti

Il Glossario dell’agricoltura – Gli Insetti

Questo mese il nostro glossario si sofferma su insetti e acari dannosi alle piante. In cosa si differenziano tra loro e perché risultano nocivi per le coltivazioni?
Iniziamo a conoscerli ad uno ad uno.

Acari – L’acaro non è un insetto, ma un artropode della classe aracnidi. Si tratta di un animale con corpo non segmentato di piccolissime dimensioni (al di sotto di 1 mm) e munito di 4 paia di zampe (sono 3 paia negli insetti). Il suo apparato boccale funge da organo perforante e agisce in sinergia con la faringe, ovvero l’organo succhiante.

Alcune specie appartenenti alla famiglia dei Tetranichidi sono polifaghe e possono creare gravi danni a numerose colture: ad esempio il Ragnetto rosso dei fruttiferi e della Vite (Panonychus ulmi) e il Ragnetto rosso (Tetranychus urticae) che attacca anche varie specie erbacee e orticole (tra cui soia, mais, pomodoro, fagiolo).

Afidi – Insetti appartenenti all’ordine dei Rincoti, sottordine Omotteri hanno piccole dimensioni (qualche millimetro); hanno apparato boccale pungente-succhiante col quale si nutrono della linfa, liberandosi degli zuccheri in eccesso attraverso l’espulsione di melata che imbratta la vegetazione.  Hanno un grande potenziale riproduttivo e polimorfismo. Le femmine possono riprodursi per partenogenesi.

Volgarmente conosciuti come pidocchi delle piante, sono anche in grado di trasmettere virus. Tra i più noti e dannosi l’Afide verde del Pesco (Myzus persicae) e l’Afide del Cotone (Aphis gossypii) che a dispetto del nome può attaccare numerose colture orticole.

Aleurodidi o Aleirodidi – Altra famiglia di insetti appartenente all’ordine dei Rincoti, sottordine Omotteri; di piccole dimensioni sono comunemente detti mosche bianche. Il loro colore tipico è dovuto a una secrezione cerosa bianca che ne ricopre le ali. Si nutrono succhiando la linfa delle piante – con effetti dannosi analoghi a quelli degli Afidi (sottrazione nutrimento, produzione melata, trasmissione virus).

Tra le colture attaccate solanacee, leguminose, agrumi, ornamentali, tutte le colture in serra. Tra le specie più diffuse e polifaghe l’Aleurodide del tabacco (Bemisia tabaci) e l’Aleurodide delle serre (Trialeurodes vaporariorum).

Cimici delle piante  – È il nome che viene dato a insetti Rincoti Eterotteri (generalmente appartenenti alla famiglia dei Pentatomidi) caratteristici per il loro odore fetido e la loro dannosità nei confronti delle piante. Alle specie autoctone già presenti in Italia (per esempio Nezara viridula) si è recentemente aggiunta la Cimice asiatica (Halyomorpha halys) specie “aliena” estremamente polifaga la cui introduzione genera preoccupazione.

Cocciniglie – Termine che identifica varie famiglie e molteplici specie di insetti Rincoti Omotteri delle dimensioni di 2-3 mm. Tra le loro caratteristiche comuni vi è quella di poter secernere cera, lacca, seta di cui sono rivestite: si costruiscono uno scudo protettivo rigido o gommoso facilmente riconoscibile. Presentano dimorfismo sessuale. Da alcune specie nell’antichità si estraevano coloranti (rosso carminio, rosso vermiglio).

Provocano danni rilevanti a numerose colture frutticole, orticole e ornamentali. Tra le specie più dannose ricordiamo la Cocciniglia di San Josè (Quadraspidiotus perniciosus), la Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae), la Cocciniglia rosso forte degli agrumi (Aonidiella aurantii).

Coleòtteri – sono il più vasto ordine della classe degli insetti e dell’intero regno animale con circa 200.000 specie diffuse su tutta la terra. Tra i coleotteri quindi esistono specie dannose per l’agricoltura, ma anche specie indifferenti o utili. Hanno dimensioni variabili, da 1 mm a oltre 15 cm, e caratteristiche davvero differenti: ovipari, ovovivipari, capaci di volare o completamente inabili al volo, terrestri o acquaioli.

Alcuni “indizi” per riconoscerli? Presentano zampe tutte uguali tra loro e in tutte le famiglie, le ali anteriori (elitre) ricoprono interamente il dorso come involucri chitinizzati mentre quelle membranose posteriori si ripiegano completamente sotto le altre. Le antenne si differenziano per aspetto e dimensioni.

Lepidòtteri – Si tratta di un ordine di insetti che include 120.000 specie circa, comunemente indicate come farfalle o falene in base alle abitudini diurne o notturne. Gli adulti, dotati di apparato boccale lambente-succhiante si nutrono di sostanze zuccherine presenti nel nettare fiorale. Visitando i fiori contribuiscono all’impollinazione .
Le larve, o bruchi, hanno invece un apparato boccale di tipo masticatore, sono quindi fitofagi ed è in questa fase di sviluppo che varie specie possono arrecare gravi danni alle colture (defogliazione, gallerie in frutti, mine fogliari).

Tra i lepidotteri dannosi per l’agricoltura ricordiamo ad esempio la Piralide del mais (Ostrinia nubilalis), la Nottua gialla del pomodoro (Heliothis armigera), la Nottua del carciofo (Gortyna xanthenes), la Cavolaia (Pieris brassicae) e numerose altre specie genericamente indicate come Tignole. Tra le specie di più recente introduzione in Italia ricordiamo la Piralide del bosso (Cydalima perspectalis), vero flagello soprattutto per gli arbusti di bosso (Buxus spp) che caratterizzano il paesaggio di molte località italiane.