Frutticoltura sostenibile

Frutticoltura sostenibile: Agrofarma ad Interpoma

Quale luogo migliore di Interpoma – fiera dedicata alla melicoltura che si tiene ogni anno a Bolzano – per fare il punto sulla situazione della frutticoltura italiana?  “Frutticoltura sostenibile, oggi e domani. Strumenti, tecnica, comunicazione” è il titolo della tavola rotonda organizzata da Image Line, alla quale ha partecipato anche Agrofarma. L’incontro è stato la sesta ed ultima tappa dell’AgroInnovation Tour , un’iniziativa a tappe che ha attraversato l’Italia affrontando il tema di come il digitale possa mettersi al servizio dell’agricoltura e soprattutto della sostenibilità in agricoltura.  Diverse voci del mondo dell’agricoltura e della ricerca si sono alternate in una tavola rotonda che ha fornito spunti di riflessione di vario genere.

Un tavolo di dialogo per Agrofarma

“Nei frutteti italiani sono nate le tecniche di difesa integrata, dai centri di ricerca italiani le migliori varietà frutticole – ha dichiarato Ivano Valmori, fondatore di Image Line.  Ora siamo agli albori dell’agricoltura digitale. […] Solo integrando le informazioni che arrivano dal campo, dalla sensoristica sempre più diffusa, dai satelliti e da chi svolge ricerca e assistenza tecnica si potranno ottenere quei vantaggi competitivi che rendono le nostre produzioni frutticole delle vere eccellenze del Made in Italy”. Software e modelli di previsione sono ormai strumenti di lavoro conosciuti dagli agricoltori.

Agrofarma era presente all’incontro e ha precisato come proprio quelle eccellenze agroalimentari, di cui l’Italia va orgogliosa, siano tutelate dal contributo dei prodotti fitosanitari, necessari per contrastare i parassiti animali e vegetali che in molti casi decimano i raccolti e mettono a rischio la produzione delle specialità locali e nazionali. Un utilizzo mirato e sostenibile degli agrofarmaci consente di ottenere raccolti abbondanti e di qualità, tutelando al contempo la sicurezza ambientale, degli operatori e dei consumatori. E i modelli tecnologici di cui sopra possono essere utili, ad esempio, a calendarizzare i trattamenti fitosanitari.

Un caso studio: insetticidi e reti antinsetto

reti antinsetto frutteto

Molto interessante anche il contributo di Fabio Galli – coordinatore attività sperimentali Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra – che ha presentato un caso studio sul frutteto sostenibile, raccontando dell’esperienza fatta in Romagna, sulle coltivazioni di pero. Per chi è sul campo “produrre in modo sostenibile” significa ottimizzare l’impiego dei fattori per la produzione, per poter razionalizzare i costi ma rendere massimamente efficaci gli input quali fitofarmaci, concimi, irrigazione. Se da un lato la difesa fitosanitaria, la nutrizione e l’irrigazione sono fattori imprescindibili è interessante scoprire come sia possibile ridurre – ad esempio – la quantità di insetticidi utilizzata.
Come? La sperimentazione ha utilizzato reti anti-insetto monoblocco o mono filare che proteggono i peri, ottimizzando la lotta al parassita. In pratica l’insetticida utilizzato per il trattamento agisce con la massima efficacia sugli insetti (principalmente carpocapsa e cimice asiatica) presenti sulle piante all’interno delle reti e nel contempo isola quelle stesse piante da eventuali nuovi attacchi provenienti dall’esterno.

Al tavolo hanno partecipato, tra gli altri, anche IBMA, il CNR che ha concentrato il suo intervento sul lavoro attorno al fenotipo e alla protezione della biodiversità; e la Fondazione Mach , una vera e propria cittadella dell’agricoltura con un campus di circa 14 ettari con aule, serre, laboratori, uffici e 70 ettari di area verde, a 16 km da Trento,  impegnata tra le altre attività nell’individuazione di varietà resistenti.

Attori molto diversi tra loro che hanno sostenuto in modo compatto la necessità che la frutticoltura vada nella direzione di un approccio integrato e sostenibile, libero da preconcetti e da estremismi, che sia in grado di trovare il migliore mix di soluzioni per tutelare la qualità e la quantità delle coltivazioni, ma anche gli agricoltori e l’ambiente.