drosophila suzukii

Drosophila suzukii: il nemico dei piccoli frutti

La Drosophila suzukii è soltanto uno degli organismi alieni che ha invaso le nostre colture, favoriti nel loro arrivo dai processi di globalizzazione e nel loro insediamento dai cambiamenti climatici.

Identikit della Drosophila suzukii

La Drosophila suzukii è il cosiddetto “moscerino dei piccoli frutti”,  un insetto riconoscibile soprattutto per gli occhi piuttosto grandi e di colore rosso. È di dimensione ridotta (2-3 millimetri) e assomiglia alle drosofile comuni (moscerino della frutta o dell’aceto), ma la vera differenza tra i due insetti sta nel ciclo riproduttivo: se le drosofile locali visitano la frutta marcescente e già caduta a terra, le femmine della suzukii attaccano la frutta sana e ancora sulla pianta. Questi moscerini possono penetrare con l’organo ovidepositore seghettato nella buccia dei frutti in maturazione e deporvi le uova. In un solo giorno le uova si trasformano in larve in grado di danneggiare i frutti. Nel giro di una o due settimane le pupe crescono fino a dare origine a una nuova generazione adulta di insetti, in grado a loro volta di deporre uova e agire sui frutti.

I danni

Le piante che subiscono un attacco da parte della Drosophila suzukii sono moltissime, soprattutto quelle con la buccia sottile. Le più colpite finora?  Drupacee come ciliegio e susino, ma anche albicocco e pesco; molte specie tra i cosiddetti piccoli frutti , quali mirtillo, mora, lampone e fragola; alcune varietà di vite a bacca scura.

I frutti colpiti riportano fori e lesioni che degenerano in marciumi di origine fungina o batterica. Nei casi più gravi i raccolti vengono persi anche per intero. L’ attività larvale all’interno dei frutti ne compromette in ogni caso la commercializzazione.

La diffusione

Rintracciata per la prima volta nel 2009 in Trentino, da allora la Drosophila suzukii non è stata mai davvero arginata in maniera efficace ed è anzi esplosa come emergenza nel 2014. Uno dei problemi principali riguarda la sua resistenza alle basse temperature. Infatti, sebbene preferisca un clima temperato è in grado di agire già a 10°C e , soprattutto gli individui femmina, di sopravvivere anche sotto zero sopportando le temperature rigide soprattutto in presenza di un manto nevoso nel quale ripararsi. Possono inoltre servirsi di ospiti temporanei (specie spontanee), prima di passare all’attacco delle piante da frutto.

La difesa integrata

Obiettivo principale, così come in tutti i casi di introduzione di insetti alieni, è la costruzione di una rete di antagonisti naturali che mantengano le popolazioni sotto la soglia di danno. L’identificazione, l’eventuale necessaria introduzione e il successivo insediamento di insetti antagonisti richiede tempo e comporta varie difficoltà. Per  Drosophila suzukii, probabilmente di provenienza cinese, Trichopria drosophilae sembra essere al momento la soluzione migliore: ogni femmina di questo imenottero parassitoide può colpire infatti fino a cento drosofile. Ma anche altri nemici naturali sono al vaglio.

Nel frattempo, il contenimento passa attraverso l’integrazione dei vari mezzi a disposizione. Accanto all’uso del mezzo chimico (insetticidi), dimostratosi efficace ma non risolutivo grazie all’elevata capacità riproduttiva e di re infestazione di Drosophila suzukii, vanno messe in atto le buone pratiche agricole (in primis la raccolta e distruzione dei frutti caduti) e mezzi di contenimento fisico quali le reti antinsetto (ne parliamo qui a proposito della mela).

Immagine: M. Cooper [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons