coltura patate

La coltura della patata comune: problemi e rimedi

In media ognuno di noi consuma circa 40 chili all’anno di patate. Un alimento che non ha segreti dal punto di vista nutrizionale, tanto è diffuso e versatile, ma le cui piante sono molto fragili.
Sono ben quattro le principali macro-tipologie di avversità che ne minacciano il raccolto: gli attacchi crittogami (dovuti a funghi e batteri, molto numerosi, un esempio la peronospera), gli attacchi di nematodi (vermi), di insetti (come la dorifora, ad esempio) e la batteriosi.

La peronospora

Fa parte della prima categoria la peronospora, molto diffusa e temibile, da non confondere con la quasi omonima malattia che colpisce anche la vite. La peronospora delle solanacee, Phytophthora infestans, è uno dei peggiori nemici della patata – e del pomodoro –  responsabile di tragici episodi  storici, come la carestia che colpì l’Irlanda negli anni quaranta del 1800, distruggendo un’economia e un equilibrio alimentare basati proprio sul consumo della patata. All’epoca l’assenza di prodotti specifici per il contrasto della malattia si rivelò, insieme alla diffusione di un’unica varietà di piante, una combinazione deleteria per la coltura e determinò anche una pesante ripercussione sociale sulla popolazione, “costretta” a un’emigrazione in massa verso l’America.

Come riconoscerla? La peronospora attacca tutta la pianta, risparmiando soltanto le radici. Le foglie tendono prima a schiarire, poi ad assumere un colore verde bruno e ad accartocciarsi (necrosi secca) lasciando spazio sulla pagina inferiore della foglia a una muffetta bianca. Sui tuberi invece la peronospera lesiona la superficie, creando un’area leggermente rientrante e di consistenza spugnosa. Qui si insediano presto funghi e batteri che provocano il disfacimento di tutto il tubero.

Da dove arriva la peronospora? L’infezione solitamente si sviluppa da resti di tuberi infetti presenti nella coltura dell’anno precedente e rimasti nel terreno, un uso eccessivo di monocultura può essere controproducente in questo senso. La peronospora si diffonde in maniera epidemica soprattutto in presenza di elevata umidità, sbalzi termici repentini seguiti da periodi di caldo umido e temperature tra i 10 e i 25 gradi.

Che fare per combatterla? Da un punto di vista agronomico è fondamentale utilizzare semi sani e preferibilmente di varietà poco sensibili e, come dicevamo più sopra, eliminare i residui colturali degli anni precedenti. Seminare a una distanza ottimale, e quindi evitare un’eccessiva densità è anch’essa una buona pratica, così come favorire ampie rotazioni e una concimazione equilibrata.

I prodotti chimici rameici sono quelli più adatti ai trattamenti, con i quali è possibile attuare solamente la  difesa preventiva. La tipologia di lotta che viene attuata è quindi una forma evoluta di lotta a calendario, basata su modelli di previsione, che possono fondarsi o sull’improbabilità che la peronospora insorga in un determinato periodo, e quindi i trattamenti possono essere evitati, o al contrario sulla previsione della diffusione delle epidemie di peronospora e quindi sulla necessità di posizionare i trattamenti. Tuttavia è consigliato, per una lotta efficace, alternare trattamenti con differente meccanismo d’azione poiché la peronospora sviluppa velocemente una certa resistenza alle molecole fungicide.

Altre problematiche molto diffuse

La Rizottoniosi, la dorifora e il marciume secco

dorifiora patata

La Rizottoniosi Rhizoctonia solani (o marciume del colletto) èuna malattia provocata da un fungo polifago, il più “attivo” nei confronti della patata e che persiste nel terreno per diversi anni. La rizottoniosi attacca prevalentemente le radici fino a distruggerle, limitando quindi la crescita dei tuberi neoformati. Come riconoscerla? produce croste nere che si confondono con i residui scuri del terreno. Negli attacchi più gravi le parti alla base del fusto vengono ricoperte dal fungo.

Quando ci si trova di fronte a evidenti erosioni su foglie e fusti è molto probabile che sia in corso un attacco da parte della dorifora – Leptinotarsa decemlineata – (vedi foto sopra) forse il fitofago più conosciuto e dannoso per la patata, perché incide in modo pesante sia ad uno stadio di larva sia ad uno stadio adulto. I trattamenti risultano efficaci se precoci, prima che la dorifora sia in fase di larva, e sono consigliati quando l’infestazione è generalizzata. L’efficacia dei prodotti infatti è maggiore in presenza di uova e adulti.

Ma il tubero va incontro a problematiche anche post raccolta, è il caso del marciume secco Fusarium spp, una delle avversità più ostiche. In fase di frigostoccaggio i miceti che vivono solitamente sulla superficie dei tuberi tendono a penetrare, favoriti dalle lesioni che si sono originate durante la raccolta. Come riconoscere il problema? I primi sintomi visibili sono piccole aree brunastre che tendono poi a infossarsi verso il centro del tubero, formando delle grinze.