agrofarmaci biologico tradizionale

Agrofarmaci per il biologico e per il tradizionale

Il medesimo iter di valutazione

Un equivoco piuttosto diffuso quando si parla di agricoltura biologica e di agricoltura convenzionale riguarda l’utilizzo di agrofarmaci.

L’opinione pubblica è convinta che agricoltura biologica significhi un’agricoltura totalmente priva di agrofarmaci: è falso. L’utilizzo degli agrofarmaci per il biologico è previsto dai disciplinari, è consentito. Anche l’agricoltura biologica necessita e si serve della chimica.

Ma per chiarire la questione è bene partire dall’inizio. Tutti i prodotti utilizzati per difendere le coltivazioni dalle minacce che potrebbero colpirle sono classificati come agrofarmaci. Si tratta di prodotti che vengono sottoposti ad un lungo iter di controlli prima di essere giudicati sicuri ed essere immessi sul mercato. La normativa europea è in questo senso una delle più stringenti al mondo. Da notare che qualsiasi agrofarmaco convalidato tramite la “prima approvazione” è autorizzato per un periodo di tempo limitato (al massimo 15 anni): i controlli sulla sostanza attiva si rinnovano periodicamente.

Non c’è quindi differenza sul metodo usato per valutare l’impatto e la bontà di un agrofarmaco utilizzato nel settore biologico da un agrofarmaco utilizzato nell’agricoltura convenzionale. Non ci sono due pesi e due misure. Ma un unico iter di approvazione del prodotto che assicura elevati standard di sicurezza sia al consumatore del biologico che al consumatore dell’agricoltura convenzionale. Si tratta sempre di agrofarmaci.

La sicurezza dei prodotti

La distinzione dei prodotti – che quindi rispettano i medesimi standard di sicurezza sia nei confronti dell’ambiente che del consumatore finale – avviene sulla base di un documento del 2008 che stabilisce quali siano le sostanze ammesse nell’agricoltura biologica. Un elenco nel quale finiscono prodotti di origine naturale che sono stati definiti come utilizzabili nell’agricoltura biologica. Una restrizione all’interno di una categoria di prodotti simili in tutto e per tutto. Una distinzione che non scredita e non giudica di serie B gli agrofarmaci utilizzati per il convenzionale, che sono stati in grado di sostenere tutte le medesime richieste in termini di sicurezza dei prodotti che saranno usati per il bio.

Prodotti che quindi condividono standard qualitativi e valutativi, prodotti giudicati sicuri e immessi in mercato dopo le stesse verifiche e valutazioni. Parlare di produzioni biologiche professionali prive di agrofarmaci non è corretto. Contrapporre l’agricoltura convenzionale a quella biologica sulla base di questo discrimine è fuorviante.  Processi di valutazione lunghi anni condotti da organi competenti ne sono la dimostrazione.